Locandina film The Great Meltdown

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THE GREAT MELTDOWN | Climate Change

Il Film sui cambiamenti climatici

Con questo progetto 3Bee ha inteso documentare il cambiamento climatico dal punto di vista dell’insieme delle azioni-alterazioni dell’uomo sugli ecosistemi e la biodiversità. La CO2 prodotta dalle attività umane è il principale fattore del riscaldamento globale, la sua più comune rappresentazione. Alla base del fenomeno infatti c’è l’antropizzazione, nella sua forma più evidente: l'uso eccessivo, l'estrazione o lo sfruttamento di una risorsa naturale.

Non dobbiamo essere indifferenti.
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Genere

Drammatico Horror

Ideato da

Cambiamento Climatico

Sceneggiatura

Sovrasfruttamento delle risorse

Storia

3Bee, l'azienda italiana che dal 2017 è in prima linea nella protezione delle api e degli impollinatori attraverso la tecnologia, lancia una nuova provocatoria campagna di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici e vuole renderti partecipe, perché sicuramente ti riguarda in prima persona.

Trama

L'inverno 2022 in Italia è stato il sesto più secco degli ultimi 63 anni. In termini climatici, ciò significa una media di 1,7°C in più rispetto al trentennio 1981-2010. Soprattutto al Nord (+2,3°C) e in particolare al Nord-Ovest (+2,6°C). L'8 marzo il Po ha mostrato i livelli di portata più bassi degli ultimi trent'anni. Il mese di gennaio 2022 è stato caratterizzato da accumuli precipitativi inferiori a quelli tipici del periodo e da temperature superiori a quelle di riferimento.

Ondate di calore anomale, incendi, gravi siccità, inondazioni, frane…Gli esperti li chiamano "eventi estremi". In realtà, sono tragedie con un costo altissimo in termini di vite umane e biodiversità. Hanno tutti lo stesso marchio di fabbrica: possono essere attribuiti, più o meno direttamente, ai cambiamenti climatici in atto sul pianeta, a loro volta legati all'attività umana, in particolare al rilascio di gas climalteranti nell'atmosfera.

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Cava di Marmo di Carrara, Alpi Apuane

E1 - Sovrasfruttamento delle risorse

La quasi totalità dei 3015 siti attivi per l’estrazione mineraria sul territorio nazionale dal 1870 ad oggi risultano dismessi o abbandonati, di questi 794 riguardano l’estrazione di minerali metalliferi. Gran parte di tali siti sono stati gestiti con scarsa attenzione alla prevenzione e al contenimento del loro impatto ambientale, con abbandono sconsiderato di ingenti quantitativi di scarti minerari. Questi, a loro volta, causano dispersione nell’ambiente di elementi tossici, di metalli pesanti nei bacini di decantazione e possibili rilasci dei fanghi. Il nostro impatto ambientale, sovvenzionato da un modello economico che ha raggiunto i suoi limiti, necessita mutare i sistemi di produzione e consumo a livello alimentare, abitativo e di mobilità. Gli impollinatori sono fondamentali per la resilienza degli ecosistemi a squilibri di varia natura. Se l’esistenza stessa degli impollinatori è a rischio, così lo sono i servizi ecosistemici di cui l’uomo e l’ambiente beneficiano. Guarda qui l'episodio.

"Il recupero e la valorizzazione di questa memoria può rappresentare una opportunità di sviluppo di territori orfani, e spesso martoriati, dalle attività minerarie" - ISPRA ambiente

Rosignano la spiaggia bianca caraibica

I Caraibi della Toscana, Rosignano

E2 - Inquinamento del mare

Rosignano è il simbolo di come gli scarti dell'uomo alterano gli ecosistemi marini. In passato sono state versate in mare oltre 400 tonnellate di Mercurio che ora troviamo nella nostra catena Ittica. La poseidonia, la nostra alleata per l'assorbimento di CO2, è in diminuzione a causa dell'opacità dell'acqua. La spiaggia è diventata caraibica ed è "perfetta" per report fotografici o pubblicità di creme abbronzanti. Ma voi lo fareste il bagno qui? Guarda qui l'episodio.

"È paradossale che un’epoca così tecnologica sia così poco scientifica. E poi c’è una scarsissima capacità di far riferimento a fonti autorevoli. Il cambiamento climatico è determinato dalle attività produttive dell’uomo." - Mario Tozzi

Il suolo è inquinato dai nostri veleni

Discarica di Veleni, Bussi sul Tirino

E3 - Inquiniamo del suolo e delle falde

La discarica abusiva di Veleni più grande d'Europa è a Bussi sul Tirino. Diossine, agenti chimici e metalli pesanti sono stati sversati per anni nel terreno. Ora il suolo è inquinato e la pioggia ha portato le sostanze tossiche nelle falde. Il fiume Tirino, a pochi metri, le ha portate nel Pescara e poi in mare. Abbiamo superato i limiti di legge per moltissime sostanze cancerogene e mutagene di oltre 1000 volte. Analisi su Diossine, rame, mercurio, boro, piombo, alcuni IPA e idrocarburi hanno mostrato livelli di inquinamento mai visti prima. Guarda qui l'episodio.

"Le conseguenze ricadono su tutti, dai microrganismi, ai pesci, all’uomo. A noi è venuta la pelle d’oca." - 3Bee

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Fiume Po in secca, Nord Italia

E4 - Siccità

Dall’analisi dell’indice SPI (Standardized Precipitation Index) su diverse scale temporali si evince come le perturbazioni avvenute fra maggio e giugno non siano comunque sufficienti a risanare il deficit idrico accumulato nel medio e lungo periodo. Deficit che sta ora interessando anche diverse zone del centro-sud, in particolare Toscana, Lazio, parte dell’Umbria e Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Perché ci deve interessare? Perché l'Italia intera sta patendo abbassamenti dei livelli delle acque superficiali e una fortissima riduzione delle acque sotterranee. L'agricoltura è in ginocchio così come le piante hanno smesso di fare nettare. L'acqua è una risorsa essenziale per gli organismi viventi e per l'ape non è da meno (consumo fino a 5 litri al giorno).

"Il valore annuo medio di risorsa idrica disponibile per l'ultimo trentennio 1991- 2020 si è ridotto del 19% rispetto a quello relativo al trentennio 1921-1950" - ISPRA ambiente

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Campagna italiana tra grano e mais, Cuneo - Italy

E5 - Monocolture

Tra le cause che determinano il declino degli impollinatori e della biodiversità animale vi è la semplificazione del paesaggio. Ne determina la scarsità di risorse alimentari nel raggio di volo degli impollinatori. Tali situazioni sono tipiche delle aree agricole estensive, come la produzione di cereali o della barbabietola da zuccheroTra le cause che determinano il declino degli impollinatori e della biodiversità animale vi è il depauperamento del paesaggio. Questo determina la scarsità di risorse alimentari nel raggio di volo degli impollinatori. Tali situazioni sono tipiche delle aree agricole estensive e monocolturali, come la produzione di cereali o della barbabietola da zucchero. Riesci a immaginare un’ape percorrere decine di km solo per trovare un fiore da cui estrarre del nettare o del polline? È esattamente la situazione che si verifica ormai da anni nelle zone della Pianura Padana o della Piana degli Abruzzi.

"In Italia i risultati del terzo report nazionale sulla Direttiva Habitat mostrano che dei 132 habitat d’interesse comunitario il 67% si trova nello stato di conservazione “sfavorevole” (27% “cattivo - 40% “inadeguato”)" - ISPRA ambiente

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Incendio boschivo divampato sul Monte San Michele, luglio 2022. Confine Trieste-Slovenia

E6 - Grandi Incendi

Nell'estate del 2021 in Italia sono bruciati 158 mila ettari di boschi. Di questi, 40 mila erano in aree protette dell'Unione europea, colpite da 510 roghi. Gli impollinatori ad oggi non trovano sufficienti scorte di nettare per sopravvivere senza nutrizione d’emergenza artificiale, in primis le api. Un incendio lascia una cicatrice pesante nel paesaggio, distrugge la biodiversità, produce anidride carbonica che contribuisce ad aumenta il riscaldamento climatico e quindi gli incendi stessi, annulla un ecosistema. Eppure prevenire un incendio è possibile. Il 97% di questi fenomeni è dovuta infatti all'uomo. Oltre alla prevenzione ,al rispetto delle nome e alla lotta all'inciviltà è necessario pianificare per tempo delle opere e degli interventi infrastrutturali per la lotta agli incendi e la salvaguardia dei nostri polmoni verdi.

"Nel periodo 2009 - 2016 in Italia un ettaro di superficie su tre è andato in fumo in Sicilia, un ettaro su cinque in Sardegna" - Corpo Forestale

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Il tetto d'europa, monte bianco.

Contribuisci

Attraverso questa campagna di sensibilizzazione, 3Bee, l'azienda italiana all'avanguardia nella protezione delle api attraverso la tecnologia, pone l'attenzione su quello che vorremmo fosse solo un dramma distopico o un film dell'orrore, ma che sfortunatamente è la realtà in cui viviamo. Quello che viene lanciato è un appello a diventare i supereroi del nostro tempo, a conoscere approfonditamente questo pericolo e a individuare così le soluzioni più concrete ed efficaci per contrastarlo, ripristinando così un ambiente sano per le generazioni presenti e future.

Fai il primo passo e unisciti alla più grande comunità in Europa che protegge le api e la biodiversità. Usa la tua voce, per diffondere consapevolezza.

Informazioni su 3Bee: api

3Bee nasce dall'idea dei due fondatori Riccardo e Niccolò, rispettivamente biologo e ingegnere elettronico, di proteggere le api attraverso una tecnologia di monitoraggio predittivo. Oggi 3Bee conta più di 100.000 sostenitori del progetto Adopt-a-Hive, più di 500 partner aziendali che promuovono la cultura della responsabilità sociale proattiva e più di 3.000 apicoltori tecnologici in 80 Paesi del mondo. Grazie al progetto di piantumazione di foreste nettarifere, 3Bee ripristina le forniture di nettare alle api e ha avviato il più grande movimento di creazione di Oasi della Biodiversità, aree in cui l'habitat ideale per le api viene rigenerato e messo a disposizione degli apicoltori. Più siamo, più ampio diventa lo scudo a protezione delle api.

Benvenuti nel più grande gruppo di interesse di coloro che sognano un mondo con le api.

3Bee è il riferimento per la sostenibilità, la difesa delle api e della biodiversità

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